venerdì 18 gennaio 2013

racconti brevi



in compagnia dei neon rossi
ascolto estate di petrucciani nella semioscurità,
mentre passo il panno umido sul bancone.
ago è al tavolo piccolo, quello vicino la vetrata.
fuma, anche se non si dovrebbe,
ma al diavolo.
tiene la sigaretta tra l’indice e il medio della mano sinistra,
oggi è in bianco e nero.
fuori piove, e ogni tanto l’umidità sbuffa dentro,
giocando col fumo, fragile colonna d’ercole.
mentre fuma scrive,
mentre scrive beve,
beve perché altrimenti le parole rimangono dentro. 
butta giù un altro sorso di scotch whisky.
è il tormento dei visionari.



5 commenti:

  1. pensa che qualche giorno fa m'era venuto lo sghiribizzo di vedere il film sulla vita di Petrucciani, un grande! - ma è introvabile.
    la canzone ce l'ho cantata da Joao Gilberto , in effetti è fantasticamente lazy... tornerà un altro inverno, cadranno mille petali di rose, la neve coprirà tutte le cose, e forse un pò di pace tornerà...

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    1. gran bella canzone. chi soffre aggiunge sempre un'emozione in più a quello che fa.
      vado a sentire quella di joao gilberto.

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    1. sinceramente non volevo pubblicarla, troppo stereotipata, voleva essere un mezzo racconto su come ti immagino e ho aggiunto un pò di vizi senza nemmeno conoscerti.
      be spazio all'immaginazione :)

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    2. In effetti non ho il vizio del fumo. Ma provvederò.
      È stato emozionante.

      Ti ringrazio ancora e di certo ricambierò.

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